Calli

D.S.

Il cammino della vita si gioca sui calli. Sulla scelta delle scarpe; uno pianifica il viaggio della vita e poi cade perché non s’è portato il cerottino giusto.

 

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Homo comfort

Oggi un amico mi invia un messaggio

Gli animali della foresta sono annoiati, non succede mai nulla. Allora per passare il tempo decidono di organizzare una gara di barzellette.
Per evitare i noiosi principianti, inseriscono una clausola crudele: il giudice unico sarà la tartaruga. Se la tartaruga non riderà, il concorrente sarà decapitato.
La scimmia è il primo coraggioso concorrente: racconta una barzelletta sulle monache che fa ridere a crepapelle tutti i convenuti. Ma la tartaruga non ride. La scimmia viene decapitata.
Poi è la volta del leone il quale racconta una barza sugli ubriachi. Di nuovo tutti ridono. Ma la tartaruga non ride. Anche il leone perde la testa.
Poi arriva l’elefante. Quando arriva a metà della sua barzelletta si sente la tartaruga che inizia a ridere a crepapelle mentre grida:

– “Ah ah ah ah ah, quella delle monache era bellissima!”

Non volendo (sapendo) soffrire (combattere) vogliamo un quotidiano facile (castrato). In rete ho letto una definizione perfetta: da homo sapiens a “homo comfort”.

L’evidenza

E’ accaduto un fatto a lavoro, oggi.

F.M. “Ragazzi, è primavera!”

E.G. “No, non è primavera”

F.M. “Ma sì dai, è privamera, guarda!” (cielo sereno, temperatura mite)

E.G. “Non è primavera”

F.M. “Ma sì, è primavera”

E.G. “Primavera è quando le piante esplodono, fiorendo”

F.M. “Ma no”

E.G. “Non è primavera, sei tu che vuoi sia primavera”

M.V. “Per me è inverno.”

Spenderci

E’ accaduto un fatto uscendo da lavoro, ieri.

E.G. “Non c’è niente da fare, siamo fatti per spenderci”

Dopo qualche minuto, al parcheggio, spettatori di un tramonto di una maestosità che interroga.

M.V. “So che siamo fatti per darci totalmente, ma ho paura che, dandomi, io possa scomparire, perdere identità”

E.G. “La vita insegnerà, ti farà capire cosa è essenziale”